giovedì, 26 luglio 2007,12:50
“La magnifica diversità dei simili” ci ha detto il grande poeta francese Jean Paul Claudel. Sapete dirmi ragazzi, che significa che siamo tutti simili? Significa che siamo tutti un po’ uguali e un po’ diversi. Siamo tutti uguali perché siamo tutti uomini e quindi abbiamo tutti un cuore per amare, abbiamo tutti un cervello per pensare, abbiamo tutti nelle nostre mani e nelle nostre gambe un’energia per lavorare e trasformare il mondo. Ma significa anche che siamo tutti diversi. Siamo tutti abili in qualcosa, nessuno è però abile in tutto. C’è chi è più abile a parlare, chi lo è nel disegnare e dipingere, chi è abile a correre, chi a nuotare, chi … potrei continuare all’infinito. Ciascuno di voi conosce le proprie abilità. Ma forse molti di voi non sanno di avere un’abilità che molti non hanno: quella di amare, certo, ma soprattutto l’abilità di insegnare ad amare e di far amare la vita.
Sarebbe assai limitato uno che avesse tutte le abilità di questo mondo, ma non fosse capace di dire a chi gli sta vicino: “Non lamentarti per quello che ti accade! Guardami, osservami bene: sono cieco eppure ti vedo e ti sento; sono sordo e non so parlare, eppure comunico con te; non ho forza nelle braccia e nelle gambe, eppure faccio dello sport; sono lento nel capire, eppure ti capisco e ti sorrido. La vita non mi ha dato quello che ha dato a te, mi ha dato però la forza di dirti, anche col mio silenzio, di amarti e di amare ogni istante della tua vita. Sii “sportivo” come me! L’importante non è arrivare primo nella corsa della vita, l’importante è partecipare. Sii ugualmente sportivo, come me!”
Ecco, cari amici, genitori, educatori, e quanti altri impegnate energie e tempo in quest’impresa: i diversamente abili ci insegnano il gioco infinito dell’amore entro il gioco della vita. Ci esortano ad essere ugualmente sportivi, ossia ad accettare le quattro caratteristiche proprie di ogni vita vissuta sportivamente: la gioia, l’equilibrio, la collaborazione, la creatività.
Anzitutto la gioia: chi riceve un dono, come pensate che si senta? La vita è un dono, comunque. Godere di questo dono con gioia significa non solo accettarla così come si presenta, con i suoi chiaroscuri, con i suoi limiti e i suoi errori, con le sue tragedie, ma significa anche andare alla ricerca di ciò che lenisce le nostre e le altrui sofferenze, significa attivarsi per prestare i propri occhi a chi non vede, le proprie orecchie a chi non sente, la propria forza a chi è debole, il proprio pensiero a chi stenta a capire, il proprio cuore a chi si sente inaridito, il proprio affetto a chi è solo.
Anche l’equilibrio fa parte dello sport della vita e dell’amore. Equilibrio significa tante cose. I fanatici dello sport non sono certo equilibrati quando agiscono violentemente negli stadi. E così i fanatici della guerra! I fanatici d’ogni partito e d’ogni setta. L’equilibrio è armonia, è festa dei colori, dove ciascuno fa la sua parte, non di più, non di meno. L’equilibrio nella vostra vita, cari ragazzi, si manifesta nella pazienza, nel garbo con cui attendete che qualcuno faccia ciò di cui è capace mentre voi fate la vostra parte. Equilibrio è saper perdonare chi non vi capisce quando parlate, è saper tacere quando qualcuno si spazientisce per un niente, è saper attendere il vostro turno per giocare, parlare, mangiare, ecc. Equilibrio per tutti è saper vedere al di là delle apparenze, è saper vedere oltre la diversità, la pari dignità d’ogni essere umano.
La collaborazione è il terzo ingrediente di una vita vissuta sportivamente. Se tutti fossimo capaci solo in un’attività come sarebbe la nostra vita? Se tutti fossimo capaci solo a far le scarpe e nessuno fosse capace di fare i vestiti, ve lo immaginate un mondo di persone tutti con le scarpe e senza vestiti? Invece chi è capace di fare le scarpe le fa anche per chi sa fare i vestiti e per tutti gli altri, e chi è capace di fare i vestiti li fa anche per chi è capace di fare le scarpe e per tutti gli altri. Questo significa collaborare. Ciascuno d noi è abile in qualche cosa e dalle diverse abilità di tutti, in collaborazione, ciascuno di noi riceve tutto ciò che è necessario dalla vita. E anche qualcosa in più.
Il qualcosa in più è la creatività, il quarto ingrediente dello sport della vita. Proprio perché siamo tutti diversamente abili siamo capaci ciascuno di dare il meglio di sé agli altri. Tutti, per esempio, siamo capaci di sorridere, ma ciascuno sorride ogni volta in modo nuovo, in modo unico, in modo irripetibile. Per questo ogni sorriso è creativo: in esso c'è’ tutta la nostra anima, c'è’ tutto il nostro mondo, c'è tutta la nostra fiducia negli altri e nella loro accoglienza.
Ognuno di voi ha una qualche abilità. Ciascuno a modo proprio. Ciascuno mostrerà una sua diversa abilità. Ciò che importa è che siete, siamo tutti ugualmente sportivi.
Prof. Franco Larocca
docente di pedagogia speciale
Università di Verona
Verona 4 giugno 2000
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giovedì, 12 luglio 2007,20:12

"Aserinsky e Kleitman furono i primi...."
Oggi dovrei studiare ... ma oggi non riesco a studiare... ho un esame tra qualche ora... e sto qua inerte, a non far nulla... troppi pensieri trafiggono la mia concentrazione... troppi sogni ad occhi aperti... ho ricordato... ho vagato nella mente... i miei 18 anni che bel periodo... mi piaceva un ragazzo che non mi filava tanto, ma stavamo bene insieme, stavo bene quando lo vedevo, era bello... non l'ho più rivisto, mi farebbe piacere rivederlo... mi sento sola oggi...monotona, ho bisogno di emozioni per vivere, voglio delle forti emozioni che mi scuotano dalla totale apatia, droga sesso e rock n roll? no, voglio amore, sesso e velocità, si mi piace  "Andar veloce" con la macchina, ma voglio una moto, un ducati... si, voglio baci che bruciano, voglio forza e potenza... una birra... per finire... per stordirmi e non pensare...
STRANO EFFETTO FA LO STUDIO

E' IL 12 LUGLIO  E IL MARE NON L'HO TOCCATO...
Voglio sole forte, acqua fresca, bagni, sabbia e lunghe nuotate.
Voglio musica alta, letture in spiaggia, Focus giochi e settimana enigmistica.
La paglietta in testa, costume nuovo, sdraio, telo e ombrellone.
Voglio sere calde, luna piena, gonne lunghe, infradito e passeggiate.
Voglio un bacio sul collo, una collana di corallo, pelle rossa e un sorriso sulle labbra.

Ho deciso di fare da volontaria ad un campo estivo per persone diversamente abili... Spero di esserne all'altezza... Sabato ho fatto un pellegrinaggio: 30 km a piedi, di notte, verso un santuario mariano che sta in cima ad una montagna. 5 ore di cammino, fra discese folli, pianure interminabili e salite ripide e scoscese. E' stata una notte magica, con la luna semi piena che illuminava i nostri passi. Compagni di viaggio Cassipea, Orione ed il Gran Carro. E' stato romantico attraversare il fiume argentato. Doloroso percorrere salite tortuose e straripate. Pauroso sentir i cani ululare. E' stato bello, faticoso, da rifare... chissà la prossima volta verso Santiago!

 

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mercoledì, 11 luglio 2007,19:38

Sabato, 7 Luglio 2007.

La penna non scrive bene, scrive a tratti, perchè? forse perchè è caduta?
Non sono brava nell'osservazione, non sono attenta, sono distratta e mi rifiuto di vedere. Tutto dipende da una causa fondamentale SONO MIOPE, di conseguenza il mio approccio verso la vita, nei confronti della vita, è un approccio da miope, che condiziona tutta la mia vita! La mia contraddizione? sta nel mio bisogno di fare foto, di scrivere, di imprimere nero su bianco le emozioni è strano che io senta questa esigenza, questo bisogno di stampare, pubblicare le sensazioni, le emozioni, i sentimenti. IO che sono miope e poi non posso vederli dovrei imprimerli nella mente, o nel tatto, o nell'udito, o nell'olfatto, ma non nella vista! Stranamente non ho neanche una buona memoria...
Quindi ri-analizzando tutto ciò, mi chiedo... sta alla base un desidero inconscio di auto-distruzione? o meglio di auto-sabotaggio?

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giovedì, 05 luglio 2007,13:35
 
 
Non è la canzone di Battisti, dal quale prendo spunto volentieri, no! E’ la mia vita, è questo periodo… una volta un mio amico mi ha detto: Quando ti avvicini a Dio i frutti si vedono, è Dio che ti premia, ma una volta avvicinatati, se poi ti allontani, soffrirai per la mancanza. E’ vero, l’ho sperimentato sulla mia pelle… mi sono avvicinata a Dio e l’ho amato, ma poi son caduta in tentazione: l’ozio, la cattiveria, l’ambizione … tutto ciò mi ha allontanato da Lui, è stato un periodo confuso, poco proficuo durante il quale, senza accorgermi, accecata dalla mia “falsa potenza”, ho allontanato amici e fidanzato, ero troppo concentrata su di me, sul mio lavoro, sulle mie capacità. Ho sbagliato. Me ne son accorta quando ho chiesto il periodo di pausa a Ro; ho sbagliato, me ne son accorta quando mi mancavan i miei amici; ho sbagliato, me ne son accorta quando ho sentito la SUA mancanza… l’ho chiamato, l’ho cercato… e Lui era là ad aspettarmi! A dirmi “Ti Amo”, ad accogliermi come figliol prodigo. Ho pianto di gioia. Ho sorriso. Ho ringraziato e ho chiesto perdono , e si, perché a Dio non si chiedono Grazie, ma a Dio si dice “Grazie”… perché nel dire “grazie”, riconosciamo il suo essere Dio, Bene Infinito, che già sa cosa vogliamo, che ancor prima di chieder, già ci dà cosa vogliamo… e noi nella fede vera non cerchiamo, ma diciamo grazi,e consci che senza chiedere Dio ci dà…
Nel periodo di pausa il più breve di tutte le storie d’amore, sono stata bene, ma forse stavo bene perchè sapevo che il mio lui era lì ad aspettarmi, ed io, stanca dei suoi si, ho fatto i capricci. Ci siamo visti, siamo andati al mare, ho usato il dialogo… l’ho fatto soffrire, perché lui mi ama senza alcun dubbio. Se potessi scegliere chi amare, se potessi comandare i miei sentimenti, sceglierei lui… Ma non si può fare. Cmq sto bene con lui, cmq sono stata male quando ho temuto di perderlo, quando ho temuto di rovinare tutto. Mi sono sentita una stupida con il coltello in mano. Mi son sentita una bimba cattiva. Avrei voluto tagliar le mie vene, non le sue. Allora ho raccolto i capelli, ho rimesso il vestitino da brava bambina, ho ricucito il suo dolore e adesso sto di nuovo con lui, evito di pormi la domanda fatidica, evito di rispondere alla domanda…
Ci sto, se poi la corda si spezzerà da sola, va bene, ma io non voglio far nulla per spezzarla… non ne sono capace.
Dove sono le emozioni? Bè … in Dio, mi sono riavvicinata a lui ed è bello, e Lui ti premia, ho dato 1 esame, studiando il giorno prima, e Dio era là con me. Ne ho dato un altro difficilissimo studiando meno degli altri e lavorando, e Dio era la con me… ne ho dato un altro a Cs, studiando poco e niente e Dio era là…nella vita gli esami non finiscono mai, ma basta aver fede ed affidarci a Dio…GRAZIE
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