Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine dell'imprigionamento, l'agonia della tortura, i morsi della fame, siete più avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo.

Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati, arrestati, torturati o uccisi, siete più fortunati di 3 miliardi di persone di questo mondo.

Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa e un posto per dormire, siete più ricchi del 75% degli abitanti del mondo.

Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da qualche parte in una ciotola, siete fra l'8% delle persone più benestanti al mondo.

Se potete leggere questo messaggio, non siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere…

In Giappone due attivisti di Greenpeace sono stati arrestati per aver fatto emergere uno scandalo sul furto e contrabbando della carne di balena che coinvolge il governo giapponese, sostenitore del programma di caccia alle balene nell’Oceano Antartico.
Junichi Sato e Toru Suzuki sono stati accusati di aver rubato una scatola di carne di balena che è stata presentata pubblicamente come prova del contrabbando di carne di balena. Gli attivisti hanno chiesto un'indagine del governo giapponese su questo scandalo, e il Pubblico Ministero di Tokyo ha confermato che ci sono sufficienti prove di irregolarità per continuare l'inchiesta che non si è ancora conclusa.
I nostri attivisti non hanno commesso nessun crimine. Sono stati arrestati per aver restituito carne di balena che era stata rubata ai contribuenti giapponesi, e per aver fatto emergere una frode che vede coinvolte anche le agenzie del governo giapponese che supportano il programma di caccia alle balene.
Vi chiediamo di scrivere con urgenza al Primo Ministro e al Ministro degli Esteri del Giappone, per chiedere che gli attivisti di Greenpeace vengano immediatamente liberati.

C'era una volta un soldato che disse al suo ufficiale: "Signore il mio amico non è tornato dal campo di battaglia, chiedo il permesso di andare a prenderlo". "Permesso non concesso", replicò l'ufficiale, "Non voglio che rischi la vita per un uomo che probabilmente è già morto". Il soldato uscì lo stesso. Tornò un'ora dopo ferito gravemente trasportando il cadavere dell'amico. L'ufficiale era furibondo dalla rabbia: "Te l'avevo detto che era morto, ora vi ho perso entrambi!". Sempre arrabbiato gli disse: "Dimmi, valeva la pena di rischiare per portare indietro un cadavere?". Il soldato morente rispose: "Oh sì signore; quando l'ho raggiunto era ancora vivo e mi ha detto: Jack, ero sicuro che saresti venuto".

molte sono state le domande postami in questi giorni.... come va? come stai? altre novità? e le figlie? la moglie? cosa dicono? come stanno? me le saluti...ma ti ricordi per caso il prezzo di quella cosa? e che mi racconti? adesso caro Gesù mi sono arrabbiata e so rimasta turbata per queste domande... che domande sono??? come vuoi che si stia? lo ammetto ci sono zii e zii, legami e legami... ma io a gianni ero legata, mi confidavo, era uno degli zii alla quale volevo più bene, come posso rispondere a queste domande senza risultare offensiva? semplicemente dirò che è difficile da accettare, dura da capire, ci vuole tempo, ma con un sorriso, come piaceva a gianni andremo avanti, con un lutto nel cuore affronteremo la giornata...
cristina.
a proposito le figlie e la moglie stanno bene, solo si sbattono con la testa al muro,... ma dallo stomaco in giù tutto bene grazie.

cosa si dice, cosa si fa, quando si perde una persona cara?
La morte, la paura il mistero entra di prepotenza nella propria vita e ti costringe a riflettere, a pensare, a piangere e a non capire... trovi riparo solo nella fede o nella pazzia.... e il dolore ti fa star male, sono momenti, ore in cui pensi che tutto il mondo si sia fermato in rispettoso silenzio dinnanzi allo straziante dolore.... Ma non è cosi la vita continua, la vita va avanti e come mi disse una volta mio zio Gianni solo il tempo guarisce le ferite... solo il tempo... In questo momento vorrei avere una bacchetta magica, ma non per andare avanti nel tempo ma indietro per un ultimo saluto, un ultimo bacio, un ultimo ti voglio bene, indietro nel tempo per stringerlo forte a me e non lasciarlo andare, ma non si può...siamo nati per amare ed essere amati e quando ti vengono a mancare gli affetti più cari, si è perso tutto ma proprio tutto.
Stamattina è morto Gianni, mio zio Gianni, lo zio alla quale sono più legata, di grande intelligenza e creatività… il 02 marzo 2005 gli avevo già dedicato un post che riporto…
Vorrei dedicare questo post a mio zio.... ch'è un esempio concreto di come prendere, affrontare e soprattutto VIVERE LA VITA, Lui, che non si è mai arreso d'innanzi alla malattia, che continua a lottare con forza e coraggio, Che adesso si trova d'innanzi ad un altro ostacolo: la meningite batteriologica... Lui che ha vissuto la vita …… Gianni, buffo vero? non ti ho mai chiamato zio,
ineffetti per me sei più di un semplice zio, sei un amico, un compagno da prendere da esempio e d'ammirare,
….
cavolo Gianni, Sei il migliore fra gli zii... e non te l'ho mai detto.... forse adesso è troppo tardi.....
RESISTI GIANNI.... Ti Voglio Bene.
Non sono riuscita a dirgli niente di ciò anche se da allora son passati tre anni, ma è cosi difficile tirar fuori le emozioni… e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi, quelle parole mai dette, quei gesti mai dati …stanno là, nell’atrio dei rimpianti… fortunatamente una cosa mi consola lui lo sa quanto bene gli voglio, mi mancherà, tanto…
Nel viaggio di ritorno, in autostrada, non potevo che non pensare a lui, come dei flash pasavano nella mia mente dei ricordi cari di gianni, che non voglio dimenticare, Gianni che salva il mio cane; Gianni che tamburella con le dita e con le mani; gianni che ama la musica, gianni che crede in Dio, gianni che fa il pellegrinaggio senza lamenti né dolori, gianni che ama le piante grasse, gianni che vuole apprendere, gianni che ride, gianni che scatta una foto, gianni che prende in giro mio papà, gianni che guida come un matto per far ridere noi piccini, gianni che aggiusta tutto, gianni che ama mangiare fagiola bianca… mi devo fermare non riesco a capire, non riesco a credere che non c’è più, che non lo vedrò PIU’ ----- l’emozione non mi consente di andare avanti… TI VOGLIO BENE GIANNI….

E’ passato un anno da quando hai incominciato a correre, con la voglia di maratona in testa, dopo aver visto un servizio sulla Marathon de Sables.
Ma chi te lo fa fare? Questa frase te la sei fatta ripetere centinaia di volte da amici, colleghi e parenti, ed all’inizio te lo chiedevi sommessamente anche tu.
Faceva freddo, tirava vento, pioveva, tu uscivi sul balcone a prendere le scarpe e quella vocina maligna ti sussurrava: ma chi te lo fa fare? Ed io, zitto, ti assecondavo: se uscivi, correvo con te; se ti arrendevi, e restavi al calduccio, ascoltavo in silenzio lo sfogo della tua insoddisfazione.
Poi, vincendo la pigrizia, dopo il primo chilometro assaporavi gia’ tutta la liberta’, la gioia che la vita riserva a chi sa godere delle piccole cose; imparavi a gustare la lentezza con cui il paesaggio ti scorre attorno e cominciavi a chiederti per quale misterioso motivo tutti i bambini piccoli che incrociavi per strada (e solo loro) ti guardavano sgranando gli occhi e ti salutavano con calore. E quando tornavi a casa eri felice, anche se bagnato fradicio o ghiacciato, incurante di tutto, orgoglioso delle tue gambe, della tua forza di volonta’ e del tuo ridicolo tempo al chilometro.
E piano piano son passati i mesi, si sono alternate le stagioni, e la tua famiglia ha imparato a convivere con questa tua economica droga: nei momenti critici, quando le gambe non girano ed i tempi peggiorano, e’ tua moglie che ti sprona ad uscire, anche solo per pochi chilometri, per evitare di vederti col muso dell’insoddisfazione ed al ritorno ti fa trovare il the’ pronto ed un sorriso; i tuoi figli stanno imparando e non ti chiedono piu’: "Papa’, ma se sai che non vinci perche’ vai lo stesso a correre?!" Ed io sempre al tuo fianco, a prendere acqua senza cercare un riparo od arrancare sotto un sole cocente.
Poi hai imparato a ritagliarti il tempo per correre ovunque e comunque, rubando i minuti al lavoro ed agli amici, a volte sentendoti in colpa, per accorgerti lentamente che stavi regalando queste frazioni di vita a te stesso, alla tua salute, al tuo corpo ma soprattutto alla tua mente. Hai appreso i tuoi limiti, hai condiviso i tuoi pensieri, hai potuto apprezzare la tua intimita’. Hai cominciato a sentire qualcosa, una forza dentro di te che ti armonizzava con la natura esterna.
Cosi’ hai coronato i tuoi sogni e sei riuscito a correre 3 maratone, la prima allo sbaraglio, la seconda per dimostrarti che c’erano margini di miglioramento, la terza preparata con meticoloso puntiglio, inventandoti precisissime tabelle di allenamento, con 70 Km. alla settimana, correndoti in solitudine una maratonina ogni domenica.
E qualcosa di strano e’ successo: un giorno di colpo hai capito che non eri solo a correre, hai sentito un fruscio, hai intravisto un’ombra di luce con la coda dell’occhio.
E mi hai visto.
Cosi’ tutto ha avuto improvvisamente senso: ero io la figura che i bimbi salutavano estasiati, era la mia presenza e quella dei miei cinquemila colleghi a trasmetterti quell’incredibile sensazione di pace che ti assaliva alla partenza delle maratone, ero io quello con cui gli uccellini sugli alberi chiacchieravano.
Continua pure a correre, amico mio, che quando corri i tuoi pensieri sono puri, e la vita e’ piu’ serena.
Non preoccuparti per me, non hai bisogno di cercarmi, io saro’ sempre al tuo fianco: piu’ le tue gambe migliorano, tanto piu’ le mie ali acquistano vigore.
Con amore,
Il tuo angelo custode.
A.Berio
